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Ossidazione Anodica
28 giugno 2016

Nichelatura chimica

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La nichelatura chimica (lega nichel-fosforo) è un consolidato processo di rivestimento metallico che sfrutta l’azione diretta delle sostanze riducenti sugli ioni di nichel da depositare. A differenza della nichelatura elettrolitica la deposizione può essere ottenuta su qualsiasi superficie, metallica, plastica, ceramica o vetrosa; inoltre essa si differenzia per la perfetta regolarità dello spessore del deposito indipendentemente dalla geometria dei particolari.
Fondamentali vantaggi della nichelatura chimica sono:
· Adesione;
· Assenza di effetti “cresta” (propri del nichel elettrolitico);
· Omogeneità del rivestimento;
· Mantenimento della rugosità di base;
· Resistenza alla corrosione:

un rivestimento di nichel chimico, che ha una bassissima porosità, sigilla completamente il materiale base preservandolo dalla corrosione. La percentuale di fosforo presente nella lega è di fondamentale importanza, infatti essa garantisce alla nichelatura chimica caratteristiche come la autolubrificazione e l’impermeabilizzazione.

· Durezza e resistenza all’usura:

un deposito di nichel chimico ha una durezza di 550-650 HV (52-58 HRC), pari già da sola ai migliori acciai induriti. E' possibile aumentare la durezza effettuando un trattamento termico (ricottura) del pezzo rivestito a temperature tra i 200 ed i 300°C per diverse ore, ottenendo da un minimo di 48 HRC fino anche a 1200 HV (72 HRC), valore superiore a quelli raggiungibili con la cromatura a spessore. Il trattamento termico contribuisce anche ad elevare la resistenza all'usura, portandola a valori uguali a quelli del cromo.

· Applicabilità del processo:

La nichelatura chimica può essere applicata sui seguenti tipi di materiali: ferrosi; acciai inox ed al carbonio, ghisa, alluminio e sue leghe, ottone, rame, materie plastiche, ecc.

DATI TECNICI NIPLOY PROCESS®

1. Composizione chimica

• Nichel 90 ÷93%;
• Fosforo 7 ÷10%;
• Idrogeno 0,0016%;
• Azoto 0,005%;
• Ossigeno 0,0023%.


2. Punto di fusione

Circa 890°C.


3. Peso specifico

7,29 g/cm2.


4. Coefficiente di dilatazione

13 x 10-6 cm/cm°C a temperatura normale.
Dati comparativi:
Acciaio 12 x 10-6 cm/cm°C;
Rame 17 x 10-6 cm/cm°C;
Ottone 19 x 10-6 cm/cm°C;
duralluminio 23 x 10-6 cm/cm°C.


5. Resistività elettrica

60 micro-ohm cm2 /cm a temperatura normale. Questa resistività è funzione del contenuto di fosforo del rivestimento termico effettuato.


6. Durezza

Questo deposito presenta una grande durezza dovuta al suo contenuto di fosforo (500÷550 Vickers). Dopo trattamento termico a 290°C ed oltre si ottiene un aumento ulteriore della durezza, arrivando fino a 950÷1050 Vickers (72 Rockwell).


7. Resistenza all’abrasione

La sua resistenza all’usura è pari a quella del cromo duro quando questo viene fornito con durezze pari a 1000 HV.


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8. Coefficiente di attrito

Il coefficiente di attrito è decisamente basso poiché il fosforo contenuto in lega è un ottimo autolubrificante.


9. Aderenza

Su acciai e leghe di rame l’aderenza varia da 35 a 45 kg/mm2. Su alluminio e su acciai legati per ottenere una migliore aderenza è necessaria una ricottura di 1 ora a 150÷180°C.